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Objavljeno december 1st, 2017 | Andrea Dilič

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Muzičista de strada: Cronache della strada

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Da quando ho preso la decisione di suonare in strada, e provare a vivere di questo (correva l’anno 2012), non mi era mai capitato di pensare “Che testa di cazzo” di un collega musicista. Fino a qualche tempo fa. Vi racconto com’é andata.

Il 12 Ottobre era uno di quei giorni in cui Capodistria si ritrova le strade invase dai turisti, sbarcati dalla nave da crociera di turno, cosa che attira musicisti di strada che solitamente snobbano una cittadina così piccina picciò. Questo tipo di concorrenza non mi dà fastidio perché mi stimola a dare il meglio di me, perché la strada è di tutti e perché “un po’ per ciascuno non fa male a nessuno”, giusto? Non secondo il duo contrabbasso/chitarra con cui ho discusso quel fatidico pomeriggio.

Partiamo dal presupposto che io il “permesso di utilizzo del suolo pubblico” ce l’ho, e potrei tranquillamente usarlo per mandare via la gente che, per cosi’ dire, mi “ruba” il posto. Non lo faccio proprio perché “un po’ per ciascuno, eccetera…”. Poi, Capodistria non e’ New York, e di posti per cosi’ dire “buoni” dove suonare in centro ce ne sono giusto un paio, e uno era già occupato, con un secondo musicista in attesa del proprio turno. Inoltre, dovunque sia andato fin’ora (regolamentato o non), ho sempre assistito ad artisti che lasciano libera la postazione dopo una, massimo due ore di esibizione.

Va da sè che abbia deciso di suonare sulle scalette sotto casa mia, dove c’era il suddetto duo contrabbasso/chitarra che stava suonando dalle 10 di mattina. Ma dopo oltre due ore di attesa, visto che non sembrava avessero la minima intenzione di smettere o fare una pausa, sono sceso in strada e ho chiesto gentilmente se potrei suonare anch’io (era quasi mezzogiorno e mezza), aspettandomi il solito “ma certo, non c’é problema, facci fare l’ultimo pezzo” o qualcosa di simile. Perché è quello che mi hanno sempre risposto i colleghi o è quello che ho sempre risposto io a parti invertite. Quella che segue è un riassunto della discussione che abbiamo avuto (piu’ quello che ho pensato):

“Noi pensavamo di restare fino alle 15.00”

“Ah…” faccio, basito, “…non mi sembra molto corretto.”

“Eh, dalle nostre parti, a Lubiana, funziona cosi’: chi arriva per primo si tiene il posto per quanto tempo vuole”

(Non mi risulta che a Lubiana siano spuntate le gambine e che si sia trasferita al mare. Vuoi che ti compri una fottuta cartina geografica? Ok. Ok. Calma Andrea, diplomazia…)

“Ma io veramente ho sempre visto i musicisti cambiare postazione ogni ora o due… Trieste, Firenze, Bologna, Pola, Dalmazia… sempre la stessa storia… e poi, qui a Capodistria ci sono giusto un paio di posti buoni dove suonare… se uno viene monopolizzato finiamo a farci la guerra. Cosa vi costa fare una pausa o spostarvi da un’altra parte? Io faccio la mia ora-ora e mezza, e poi me ne vado, come faccio sempre.”

“Eh, ma noi veniamo da Lubiana, abbiamo da recuperare le spese di trasporto e alle 15 ripartiamo.”

(Si guarda, 250€ di biglietto aereo… tra l’altro chemmefrega, voglio suonare pure io e pian pianino mi state anche iniziando a rompere il cazzo)

“Tra l’altro, ragazzi, io ho il permesso per suonare su queste scalette, e mi sembra assurdo che debba chiedere a voi due… che poi, ripeto, io faccio la mia ora-ora e mezza e poi potete continuare voi perché mi sposto io.”

“Ma non potresti andare su dove c’é il ragazzo con la fisarmonica?”

(Ah, quindi va bene se mando via qualcun’altro ma non voi? Quanta sportività)

“C’e’ gia’ un violinista che sta aspettando il suo turno…”

La discussione continua per un altro po’ ma alla fine li convinco a levarsi dal cazzo per un’ora, con molta riluttanza e con l’aria da bambino offeso a cui la maestra ha sequestrato un giocattolo. E pensare che avevo pure donato loro gli ultimi 10€ che avevo nel portafogli, nella speranza di convincerli a fare una pausa. Me ne sono pentito quando ho capito con che razza di cazzoni stavo avendo a che fare. Ora, chi mi conosce sa che sono una persona fondamentalmente buona, ma chi mi conosce bene sa anche che se subisco un torto ho la tendenza a diventare un pelino vendicativo. E non mi vergogno ad ammettere che godo tantissimo nel momento della vendetta. Quanto sono autorizzato, secondo voi, a fare una delle seguenti cose se la situazione si ripete?

a) sparare musica a tutto volume dalla finestra di camera mia (che é praticamente sopra) per rendere impossibile o quantomeno disturbare la loro esibizione.

b) chiamare la guardia municipale che li manderebbe via perché sprovvisti del sopracitato permesso.

c) avere un atteggiamento alquanto mafioso, iniziare a preparare la mia apparecchiatura e mentre lo sto facendo dire loro, con noncuranza, “Questo é il mio posto e ho il permesso. Levatevi dal cazzo o chiamo la municipale.”

d) una combinazione delle prime tre.

Voi cosa avreste fatto? Cosa mi consigliate di fare se la situazione dovesse ripetersi?

P.S. Ci tengo a precisare che con tutti gli altri musicisti ci si è sempre messi d’accordo in maniera civile, tanto civile che, salvo un’unica occasione, non ho mai dovuto tirare fuori il jolly “permesso”.

Buona musica

Andrea Dilič

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